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24/01/2007
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Il Vitigno Pelaverga Piccolo, caratteristiche morfologiche

Tra leggenda e storia

 

 

VERDUNO PELAVERGA

Beato Sebastiano Valfrè

Nacque a Verduno il 9 marzo 1629 da una povera famiglia, come tante in quel  tempo,  e compiuti i primi studi tra numerose difficoltà economiche ad Alba e a Bra si trasferì sedicenne a Torino, sempre mantenendosi facendo l’amanuense, per completare gli studi filosofici. Nel 1650 si laureò in teologia ed ordinato sacerdote entrò l’anno seguente nella Congregazione dell’Oratorio. Questa era stata fondata nel 1649 da Padre Pier Antonio Defera con l’aiuto del sacerdote Ottavio Cambiani e si ispirava agli insegnamenti di San Filippo Neri “l’Apostolo di Roma”. La morte prematura di Padre Pier Antonio Defera avvenuta a soli 34 anni l’11 settembre 1650 causò una profonda crisi nella giovane congregazione e tutta la straordinaria opera di predicazione non solo in chiesa ma anche e soprattutto in ogni angolo della città di Torino accompagnata da una febbrile attività di confessioni, visite agli ospedali ed alle carceri, parve destinata al fallimento.
Nel Maggio del 1651 il giovane suddiacono Sebastiano Valfrè si presenta a padre Ottavio Cambiani e chiede di essere ammesso nella Congregazione, praticamente composta da una sola persona, priva di mezzi e vicina alla chiusura. Valfrè era nato povero aveva vissuto da povero e la povertà non lo spaventava. Con un ardore, un entusiasmo ed una vitalità non comuni, poco più che ventenne, si gettò in questa nuova avventura a capofitto senza riserve e senza risparmi, riprendendo l’attività pastorale la dove Padre Defera fu costretto ad interromperla. La sua instancabile attività lo condusse ad avere contatti con tutte le classi sociali di  Torino, dai più umili fino a Sua Altezza Reale il Duca Sovrano di Piemonte Vittorio Amedeo II.  Divenne per il popolo, in gran parte analfabeta ed estremamente povero di mezzi, una speranza, ma anche una certezza di un aiuto per alleviare le difficoltà del momento.
Per tutta la vita si dedicò a questa opera di apostolato tanto che San Giovanni Bosco lo definì l’”Apostolo di Torino”. Esemplare fu la sua opera di assistenza ai Torinesi durante l’assedio ad opera dei francesi nel 1706, lo stesso Pietro Micca venne curato e confessato dal Valfrè. Grazie alla sua attività di assistenza delle truppe savoiarde durante la guerra con i francesi venne nominato patrono dei cappellani militari. Morì a Torino il 30 gennaio 1710 ed alla sua morte Amedeo II di Savoia disse di aver perso un grande amico ed i poveri un grande protettore e padre.  Fu il precursore e maestro dei grandi Santi Sociali torinesi quali Giovanni Bosco, Giuseppe Benedetto Cottolengo e Giuseppe Cafasso.
Fu beatificato il 15 luglio 1834 da papa Gregorio XVI. Viene ricordato liturgicamente il 30 gennaio. 

 

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