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Il Vitigno Pelaverga Piccolo, caratteristiche morfologiche

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VERDUNO
PELAVERGA
Tra leggenda e storia
Tradizione popolare narra che il vitigno Pelaverga
venne introdotto nel comune di Verduno, nel XVII sec.,
dal Beato Sebastiano
Valfrè, il
quale portò alcune viti coltivate nella zona
di Saluzzo.
Presente da tempo immemorabile sulle colline
di Verduno legato alla leggenda del Beato in odore
di santità, ma anche chiacchierato come afrodisiaco,
da sempre viene considerato un giovane cavaliere di
ventura, allegro e spensierato, un po’ santo
ed un po’ diavolo, alla corte del Re Barolo.
Con il suo aroma fragrante e speziato, con sentori
di pepe bianco, è considerato un vino da conoscitori
attenti ed appassionati di rarità alla ricerca
continua di nuove emozioni.
Impulso alla coltivazione di tale vitigno venne dato
dal Re Carlo Alberto di Savoia/Carignano (1798-1849),
grande estimatore di vini ed in particolare del Pelaverga,
in quanto proprio in questo comune possedeva un palazzo
di campagna con annessi vigneti.
Neppure il Pelaverga passò indenne dai flagelli
che si abbatterono sulla viticoltura europea a cavallo
tra il XIX e ed il XX secolo. Fillossera, oidio, peronospora
fecero tremare la viticoltura e misero in serie
difficoltà il modesto reddito di molte famiglie
di Langa. Trovati i rimedi a queste fitopatie la viticoltura
si riprese fino a quando nuovi e forse ben più gravi
flagelli, le due Guerre Mondiali e le crisi economiche
che seguirono la Prima e preannunciarono la Seconda,
misero a dura prova anche e nuovamente la viticoltura
di Langa.
Negli
anni 50 del XX secolo il Pelaverga veniva ancora
sporadicamente coltivato e utilizzato in gran parte
per produrre uva da mensa da vendere ai mercati di
Torino, oppure utilizzato negli uvaggi con altri
vitigni locali. Lentamente la sua diffusione diminuì drasticamente fino a farlo quasi scomparire.
Negli anni 70, sempre del secolo scorso, grazie all’intuizione
di alcuni Grandi Vignaioli di Verduno tra i quali il
Sig. Giuseppe Priola, uno dei proprietari della Bel
Colle, il Pelaverga venne salvato dall’estinzione
e recuperato. Da allora fino ad oggi il cammino del
Pelaverga, pur tra alti e bassi fisiologici, non si è più fermato
raggiungendo nel 1995 l’ambito traguardo del
riconoscimento alla Denominazione di Origine Controllata.
Il vino Verduno Pelaverga o semplicemente Verduno,
rappresenta una piccola perla dell’enologia di
Langa e quindi mondiale, un prezioso patrimonio da
rispettare e valorizzare al meglio. La superficie totale
dei vigneti di Pelaverga e di soli 15 ettari, ma la
sua importanza per il territorio che lo produce è decisamente
rilevante, più di ogni altro vitigno coltivato.
Negli anni 1990 la Regione Piemonte ha condotto uno
studio molto approfondito sui due vitigni coltivati
a Verduno e nel Saluzzese ed è giunta a concludere
che si tratta di due vitigni completamente diversi,
con in comune sole il nome. A dimostrazione di tale
affermazione nel Catalogo Nazionale delle Varietà di
Vite, il Pelaverga di Verduno è stato registrato
come Pelaverga Piccolo, caratteristica riguardante
l’acino, per differenziarlo dall’altro
Pelaverga.
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